Il sindaco Gemmato: «Intitoleremo una strada all’architetto Gargano»
Consegnato alla Cattedrale il carretto di Michele Gargano
mercoledì 31 gennaio 2018
8.12
Ha ben ottantanove anni la riproduzione in miniatura del maestoso Carro Trionfale realizzata dall'architetto Michele Gargano in età acerba e consegnata ieri sera alla Concattedrale di Terlizzi in ricorrenza del 101° anniversario dalla nascita del Maestro da parte dell'associazione "Centro Studi Michele Gargano". «Rendiamo la sacrestia della chiesa nuova un piccolo museo della Madonna di Sovereto e del Carro», commenta entusiasta Don Franco Vitagliano.
A poco più di dodici anni, Gargano ha infatti costruito un carretto alto 80 cm utilizzando cartone e legno. Quasi sicuramente ha recuperato dall'atelier di un decoratore materiali impiegati in decorazioni murarie affrescate. Ad esempio, le gradinate sono state rivestite di carte dipinte. La colorazione è quella tipica della tecnica dei cartapestai, tempera su gesso. Il legno è stato intagliato con coltellino a semiarco per modellarlo al meglio. Due le principali curiosità. Innanzitutto, l'assetto decorativo del 1929 è molto diverso da quello del Carro a seguito dell'incendio del 1991: nel lontano passato, in realtà, i pannelli del Carro venivano modificati nel corso degli anni. Inoltre, sul retro del carretto è stato dipinta la bandiera italiana con fascio littorio proprio perché, all'epoca della sua realizzazione, la gigante macchina da festa sfilava con il simbolo nazionale.
La miniatura rappresenta una testimonianza storica di grande valore, donata dalla famiglia Gargano al nostro paese come segno di continua devozione dell'architetto ormai scomparso nel 1995. «La comunità di Terlizzi si riappropria della figura di Gargano che in questi anni è stata un po' trascurata», afferma soddisfatto il primo cittadino Ninni Gemmato che evidenzia l'estro del genio artistico predisposto all'attenzione verso i dettagli. «Oggi si tratta di capitalizzare il lascito, non solo affettivo, dell'architetto in termini di studi e professionalità».
L'eredità culturale tramandataci, in continuità ideale con quella di Michele De Napoli, rappresenta un «antefatto della parabola terrena quasi come un cerchio che si chiude con la ricostruzione del Carro a seguito dell'incendio», scrive la figlia Maria Gabriella Gargano in un commossa lettera, vista la sua impossibilità nel partecipare alla cerimonia, nel sottolineare la solidità spirituale e culturale del padre da coltivare attraverso lo studio delle sue opere. Presente invece la figlia Antonella che in virtù del costante attaccamento dei suoi genitori a Terlizzi esorta a «mantenere viva la memoria».
Il carretto non rappresenta solo il gioco di un bambino che si divertiva a impersonare un piccolo timoniere, come era allora consuetudine. È molto di più, poiché segna il legame tra Gargano e la sua Terlizzi. È stato prezioso il lavoro dei restauratori Chiapparino, Giuseppe e Annamaria, che hanno tentato di restituire un capolavoro segnato dal grigiore dei tempi. Il sindaco riformula una promessa che riconosce di non esser riuscito a mantenere in questi anni «Intitoleremo una strada vicino la Cattedrale all'architetto».
A poco più di dodici anni, Gargano ha infatti costruito un carretto alto 80 cm utilizzando cartone e legno. Quasi sicuramente ha recuperato dall'atelier di un decoratore materiali impiegati in decorazioni murarie affrescate. Ad esempio, le gradinate sono state rivestite di carte dipinte. La colorazione è quella tipica della tecnica dei cartapestai, tempera su gesso. Il legno è stato intagliato con coltellino a semiarco per modellarlo al meglio. Due le principali curiosità. Innanzitutto, l'assetto decorativo del 1929 è molto diverso da quello del Carro a seguito dell'incendio del 1991: nel lontano passato, in realtà, i pannelli del Carro venivano modificati nel corso degli anni. Inoltre, sul retro del carretto è stato dipinta la bandiera italiana con fascio littorio proprio perché, all'epoca della sua realizzazione, la gigante macchina da festa sfilava con il simbolo nazionale.
La miniatura rappresenta una testimonianza storica di grande valore, donata dalla famiglia Gargano al nostro paese come segno di continua devozione dell'architetto ormai scomparso nel 1995. «La comunità di Terlizzi si riappropria della figura di Gargano che in questi anni è stata un po' trascurata», afferma soddisfatto il primo cittadino Ninni Gemmato che evidenzia l'estro del genio artistico predisposto all'attenzione verso i dettagli. «Oggi si tratta di capitalizzare il lascito, non solo affettivo, dell'architetto in termini di studi e professionalità».
L'eredità culturale tramandataci, in continuità ideale con quella di Michele De Napoli, rappresenta un «antefatto della parabola terrena quasi come un cerchio che si chiude con la ricostruzione del Carro a seguito dell'incendio», scrive la figlia Maria Gabriella Gargano in un commossa lettera, vista la sua impossibilità nel partecipare alla cerimonia, nel sottolineare la solidità spirituale e culturale del padre da coltivare attraverso lo studio delle sue opere. Presente invece la figlia Antonella che in virtù del costante attaccamento dei suoi genitori a Terlizzi esorta a «mantenere viva la memoria».
Il carretto non rappresenta solo il gioco di un bambino che si divertiva a impersonare un piccolo timoniere, come era allora consuetudine. È molto di più, poiché segna il legame tra Gargano e la sua Terlizzi. È stato prezioso il lavoro dei restauratori Chiapparino, Giuseppe e Annamaria, che hanno tentato di restituire un capolavoro segnato dal grigiore dei tempi. Il sindaco riformula una promessa che riconosce di non esser riuscito a mantenere in questi anni «Intitoleremo una strada vicino la Cattedrale all'architetto».