Giuseppe Volpe e Nicola Piacente, due terlizzesi ai vertici della magistratura
Piacente da qualche giorno si è insediato alla Procura di Como
martedì 27 ottobre 2015
Terlizzi vanta tra le personalità di spicco cui ha dato i natali, Giuseppe Volpe e Nicola Piacente, i due magistrati a capo della Procura della Repubblica, rispettivamente quella di Bari e quella di Como. I compiti del Procuratore della Repubblica consistono nel dirigere l'ufficio, organizzarne l'attività ed esercitare personalmente le funzioni attribuite dalla legge al Pubblico Ministero o delegarle agli altri magistrati addetti all'ufficio.
Giuseppe Volpe, 65 anni, è stato nominato capo della Procura di Bari nel Maggio del 2014, succedendo ad Antonio Laudati, trasferito a Roma dopo le vicende legate all'inchiesta "Tarantini-escort". In magistratura dal 1976, Volpe ha iniziato la sua carriera a Verbania come pretore ed è stato procuratore capo a Tempio Pausania, dove si è occupato del sequestro del piccolo Farouk Kassam. Come sostituto pg a Bari, ha seguito il processo sul rogo del teatro Petruzzelli, e in Cassazione ha rappresentato la Procura generale ai processi sui fatti di Bolzaneto, sull'omicidio Raciti, sulle firme false in Piemonte. Inoltre, come pg alla Suprema Corte si è pronunciato sulla richiesta, avanzata dalla difesa di Berlusconi, di trasferire da Milano i processi Ruby e Mediaset. Ha anche chiesto il carcere per Sabrina Misseri per l'omicidio di Sarah Scazzi e ha trattato il processo per le 'tangenti Sesto' a carico di Filippo Penati .
Nicola Piacente, 54 anni, accreditato come uno dei massimi esperti di mafie e di terrorismo internazionale, è stato nominato Procuratore della Repubblica di Como nell'agosto di quest'anno, insediandosi da pochi giorni al sesto piano di Largo Spallino. C'è davvero di tutto nel curriculum professionale di Piacente: ha lavorato all'Antimafia di Brindisi, a Genova, a Milano, quindi all'Aja, presso il tribunale che indagava sui presunti crimini di guerra commessi tra le ceneri dell'ex Yugoslavia e che raggiunse il massimo della visibilità dopo l'arresto dell'ex premier serbo Milosevic. Citando qua e là: tra il 2002 e il 2005, si occupò a lungo di traffico internazionale di sostanze chimiche oltre che della morte di Quattrocchi, il bodyguard giustiziato in Iraq in un tempo in cui le esecuzioni in diretta su Youtube rappresentavano ancora, e per fortuna, una eccezione. Ha indagato anche su Gino Paoli e la sua presunta evasione fiscale, lo scandalo Carige, e sulla presunta bancarotta di Tiziano Renzi, papà del più noto Matteo. Un incarico, tra gli altri, che manterrà anche in riva al lago, è quello di presidente del comitato permanente sul terrorismo interno al Consiglio d'Europa, il Codexter, che ha sede a Strasburgo. Si tratta, di fatto, dell'organo consultivo dal quale, in questi anni, hanno preso corpo le proposte per la formulazione di alcune delle principali convenzioni internazionali e leggi anti fondamentalismo dei Paesi dell'Unione.
Giuseppe Volpe, 65 anni, è stato nominato capo della Procura di Bari nel Maggio del 2014, succedendo ad Antonio Laudati, trasferito a Roma dopo le vicende legate all'inchiesta "Tarantini-escort". In magistratura dal 1976, Volpe ha iniziato la sua carriera a Verbania come pretore ed è stato procuratore capo a Tempio Pausania, dove si è occupato del sequestro del piccolo Farouk Kassam. Come sostituto pg a Bari, ha seguito il processo sul rogo del teatro Petruzzelli, e in Cassazione ha rappresentato la Procura generale ai processi sui fatti di Bolzaneto, sull'omicidio Raciti, sulle firme false in Piemonte. Inoltre, come pg alla Suprema Corte si è pronunciato sulla richiesta, avanzata dalla difesa di Berlusconi, di trasferire da Milano i processi Ruby e Mediaset. Ha anche chiesto il carcere per Sabrina Misseri per l'omicidio di Sarah Scazzi e ha trattato il processo per le 'tangenti Sesto' a carico di Filippo Penati .
Nicola Piacente, 54 anni, accreditato come uno dei massimi esperti di mafie e di terrorismo internazionale, è stato nominato Procuratore della Repubblica di Como nell'agosto di quest'anno, insediandosi da pochi giorni al sesto piano di Largo Spallino. C'è davvero di tutto nel curriculum professionale di Piacente: ha lavorato all'Antimafia di Brindisi, a Genova, a Milano, quindi all'Aja, presso il tribunale che indagava sui presunti crimini di guerra commessi tra le ceneri dell'ex Yugoslavia e che raggiunse il massimo della visibilità dopo l'arresto dell'ex premier serbo Milosevic. Citando qua e là: tra il 2002 e il 2005, si occupò a lungo di traffico internazionale di sostanze chimiche oltre che della morte di Quattrocchi, il bodyguard giustiziato in Iraq in un tempo in cui le esecuzioni in diretta su Youtube rappresentavano ancora, e per fortuna, una eccezione. Ha indagato anche su Gino Paoli e la sua presunta evasione fiscale, lo scandalo Carige, e sulla presunta bancarotta di Tiziano Renzi, papà del più noto Matteo. Un incarico, tra gli altri, che manterrà anche in riva al lago, è quello di presidente del comitato permanente sul terrorismo interno al Consiglio d'Europa, il Codexter, che ha sede a Strasburgo. Si tratta, di fatto, dell'organo consultivo dal quale, in questi anni, hanno preso corpo le proposte per la formulazione di alcune delle principali convenzioni internazionali e leggi anti fondamentalismo dei Paesi dell'Unione.