Un terlizzese in tv a "Report" di Milena Gabanelli
Il terlizzese Giuliano Volpe, presidente del Consiglio Superiore Beni Culturali e Paesaggistici, sul silenzio-assenso
giovedì 22 ottobre 2015
7.46
L'oriundo terlizzese Giuliano Volpe, attuale Presidente del Consiglio Superiore Beni Culturali e Paesaggistici, è stato intervistato nella trasmissione televisiva di Rai Tre "Report" condotta da Milena Gabanelli, nell'ultima puntata dal titolo "Leggi a Perdere".
Giuliano Volpe, classe 1958, è il quarto di cinque figli, nato da genitori che gestivano un piccolo negozio di generi alimentari a Terlizzi. Ha studiato al liceo classico del nostro paese e poi all'Università di Bari, dove si è laureato in archeologia, conciliando gli studi con l'impegno politico e con piccoli lavori, per poter essere autonomo. Ha conseguito due dottorati, è stato Rettore di Foggia e continua a offrire il suo contributo in numerose ricerche archeologiche e in diverse riviste del settore. Un fiore all'occhiello per la nostra Terlizzi.
La puntata trasmessa su Report, tra i temi affrontati, ha toccato quello del principio del "Silenzio-Assenso", introdotto dalla Legge Madìa, che prevede, in mancanza di una risposta da parte della soprintendenza, di realizzare interventi edilizi anche in zone sottoposte al vincolo paesaggistico. Volpe si esprime al riguardo in termini pessimistici, "La soluzione corretta non è il silenzio-assenso che è una risposta sbagliata ad un problema reale. La risposta corretta per un paese che vuole essere moderno, come il nostro Presidente del Consiglio continuamente ci ricorda, è più personale, più personale tecnico-scientifico preparato; soprattutto le tecnologie oggi ci consentono di acquisire dati e di gestire dati enormi su tutto il territorio nazionale in modo da dare risposte non in 60 o 90 giorni, ma in 60 o 90 minuti.".
La novità del meccanismo risiede nella sua estensione anche nei casi in cui sia prevista l'acquisizione di assensi o nulla osta da parte di amministrazioni preposte alla tutela degli "interessi sensibili", quali l'ambiente, il territorio e il paesaggio, i beni culturali e la salute dei cittadini, per l'adozione di provvedimenti normativi ed amministrativi di competenza di amministrazioni pubbliche. In tali casi, salvo che norme di settore non prevedano termini diversi, il meccanismo del silenzio-assenso potrà operare decorso il termine di 90 giorni dal ricevimento della richiesta da parte dell'amministrazione procedente.
"Il silenzio-assenso è un meccanismo rozzo e pericoloso: basterebbe tener ferma una pratica per tre mesi con mille possibilità di giustificazione – accumulo di lavoro, una malattia, problemi tecnici, dimenticanza - e dunque varrebbe l'assenso senza nemmeno la responsabilità di aver autorizzato magari la demolizione di un edificio di interesse culturale.", conclude Volpe.
Giuliano Volpe, classe 1958, è il quarto di cinque figli, nato da genitori che gestivano un piccolo negozio di generi alimentari a Terlizzi. Ha studiato al liceo classico del nostro paese e poi all'Università di Bari, dove si è laureato in archeologia, conciliando gli studi con l'impegno politico e con piccoli lavori, per poter essere autonomo. Ha conseguito due dottorati, è stato Rettore di Foggia e continua a offrire il suo contributo in numerose ricerche archeologiche e in diverse riviste del settore. Un fiore all'occhiello per la nostra Terlizzi.
La puntata trasmessa su Report, tra i temi affrontati, ha toccato quello del principio del "Silenzio-Assenso", introdotto dalla Legge Madìa, che prevede, in mancanza di una risposta da parte della soprintendenza, di realizzare interventi edilizi anche in zone sottoposte al vincolo paesaggistico. Volpe si esprime al riguardo in termini pessimistici, "La soluzione corretta non è il silenzio-assenso che è una risposta sbagliata ad un problema reale. La risposta corretta per un paese che vuole essere moderno, come il nostro Presidente del Consiglio continuamente ci ricorda, è più personale, più personale tecnico-scientifico preparato; soprattutto le tecnologie oggi ci consentono di acquisire dati e di gestire dati enormi su tutto il territorio nazionale in modo da dare risposte non in 60 o 90 giorni, ma in 60 o 90 minuti.".
La novità del meccanismo risiede nella sua estensione anche nei casi in cui sia prevista l'acquisizione di assensi o nulla osta da parte di amministrazioni preposte alla tutela degli "interessi sensibili", quali l'ambiente, il territorio e il paesaggio, i beni culturali e la salute dei cittadini, per l'adozione di provvedimenti normativi ed amministrativi di competenza di amministrazioni pubbliche. In tali casi, salvo che norme di settore non prevedano termini diversi, il meccanismo del silenzio-assenso potrà operare decorso il termine di 90 giorni dal ricevimento della richiesta da parte dell'amministrazione procedente.
"Il silenzio-assenso è un meccanismo rozzo e pericoloso: basterebbe tener ferma una pratica per tre mesi con mille possibilità di giustificazione – accumulo di lavoro, una malattia, problemi tecnici, dimenticanza - e dunque varrebbe l'assenso senza nemmeno la responsabilità di aver autorizzato magari la demolizione di un edificio di interesse culturale.", conclude Volpe.