
Vita di città
71 anni fa la strage alla Fosse Ardeatine
Terlizzi ricorda i suoi due concittadini
Terlizzi - martedì 24 marzo 2015
15.57
In particolar modo, commovente il ricordo dei due concittadini che nelle cave di pozzolana sulla via Ardeatina in Roma hanno trovato la morte a seguito della barbara esecuzione collettiva eseguita dalla follia nazista in rappresaglia all'attentato di via Rasella avvenuto un giorno prima.
Don Pietro Pappagallo e Gioacchino Gesmundo sono "due figure tanto diverse per estrazione culturale, sociale, politica, economica ma accomunate in un tragico destino di violenza e sopraffazione", ha detto il Sindaco che, come di consueto, in mattinata ha tributato un omaggio sulla targa in memoria di Don Pietro all'interno del cimitero comunale di Terlizzi.
Il corteo istituzionale si è, poi, mosso verso le lapidi commemorative del maestro Gioacchino Gesmundo e di 'don Pietro'. Quindi, il 'saluto' delle Autorità civili e militari al Monumento ai Caduti di Piazza Cavour. Infine, tappa alla scultura di Largo La Ginestra che raffigura proprio i due Martiri terlizzesi nell'atto di resa dinanzi ai loro esecutori.
Nel suo discorso, il Primo Cittadino ha voluto menzionare singolarmente le diciannove vittime pugliesi ed ha parlato dell'importanza del ricordo non come esercizio fine a se stesso ma come atto doveroso verso chi pagò con la vita la propria aspirazione di libertà.
Quindi, il Sindaco ha concluso il suo intervento con l'esortazione a tutta la Comunità a 'stringersi' intorno ai valori della Libertà, della Democrazia e dell'Onore alla Repubblica Italiana.
Don Pietro Pappagallo e Gioacchino Gesmundo sono "due figure tanto diverse per estrazione culturale, sociale, politica, economica ma accomunate in un tragico destino di violenza e sopraffazione", ha detto il Sindaco che, come di consueto, in mattinata ha tributato un omaggio sulla targa in memoria di Don Pietro all'interno del cimitero comunale di Terlizzi.
Il corteo istituzionale si è, poi, mosso verso le lapidi commemorative del maestro Gioacchino Gesmundo e di 'don Pietro'. Quindi, il 'saluto' delle Autorità civili e militari al Monumento ai Caduti di Piazza Cavour. Infine, tappa alla scultura di Largo La Ginestra che raffigura proprio i due Martiri terlizzesi nell'atto di resa dinanzi ai loro esecutori.
Nel suo discorso, il Primo Cittadino ha voluto menzionare singolarmente le diciannove vittime pugliesi ed ha parlato dell'importanza del ricordo non come esercizio fine a se stesso ma come atto doveroso verso chi pagò con la vita la propria aspirazione di libertà.
Quindi, il Sindaco ha concluso il suo intervento con l'esortazione a tutta la Comunità a 'stringersi' intorno ai valori della Libertà, della Democrazia e dell'Onore alla Repubblica Italiana.