giuseppe volpe
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Vita di città

Volpe, c'era una volta a Terlizzi la fabbrica di fuochi d'artificio

Una tradizione durata quasi un secolo

C'è stato un passato in cui Terlizzi vantava l'arte pirotecnica fra le attività artigianali. Tra le famiglie che hanno fatto dei fuochi d'artificio un lavoro, spicca quella di Giuseppe Volpe, classe 1961, che ha scelto di condividere con Terlizziviva i suoi ricordi di bambino.

La storia di Giuseppe parte dal suo bisnonno Francesco. Ci racconta che a fine Ottocento, dopo l'Unità d'Italia, i suoi avi misero su un'azienda a conduzione familiare, trasmessa di generazione in generazione fino al 1992. Successivamente a tirare le redini divenne nonno Michele. La produzione si fermò soltanto durante i due conflitti mondiali e riprese subito dopo, nel periodo della ricostruzione post bellica. Fu la volta di zio Francesco ma a causa di un sinistro nel 1948 a portare avanti la fabbrica ci pensò Gaetano, il papà di Giuseppe, che assunse anche alcuni operai di origine napoletana, desiderosi di imparare il mestiere.

LA FABBRICA A DUE PASSI DA CESANO
La fabbrica era situata nei pressi della chiesa di Cesano, costituita da sette costruzioni, ciascuna delle quali ospitava una fase della lavorazione dei fuochi d'artificio. Per problemi di sicurezza, erano tenute a debita distanza l'una dall'altra. Di esse, oggi, non rimane quasi nulla per via di un incidente agli inizi degli anni Novanta che ha distrutto quasi tutto.

Giuseppe ci spiega che l'arte pirotecnica si è col tempo evoluta, grazie all'ausilio di nuovi macchinari che snelliscono il lavoro. Ad esempio, si realizzano calibri di dimensioni maggiori e si impiegano innovativi componenti chimici volti a ottenere effetti visivi più ricercati.

LA FAMIGLIA VOLPE PROTAGONISTA DELLE FESTE PATRONALI IN TUTTA ITALIA
Da fine degli anni Cinquanta fino agli anni Ottanta, la famiglia Volpe ha riscosso numerosi successi tanto da essere richiesta in disparate feste patronali per allietare il pubblico. L'evento più significativo che ha segnato l'ascesa nel lavoro risale al 1965 quando, durante la festa di San Trifone ad Adelfia, Gaetano fu portato in braccio dal poligono di lancio dei fuochi fino alla piazza.

Da quel momento è stato un trionfo dopo l'altro, non solo in Puglia, ma anche in Molise, Campania, Basilicata e Sicilia, con alcune tappe pure all'estero. Molte le coppe vinte per il miglior spettacolo pirotecnico, diversi gli attestati di benemerenza accompagnati dalle medaglie di oro rilasciate dai vari Comitati delle feste.

UN TERLIZZESE CAVALIERE DELLA REPUBBLICA
Intorno al 1970, giunse perfino la troupe della Rai nel periodo natalizio per un servizio giornalistico sui fuochi d'artificio durante le festività. Tra le soddisfazioni più grandi per Gaetano, però, quella di essere stato insignito col titolo di Cavaliere della Repubblica dall'allora presidente Francesco Cossiga nel lontano 1987.

Giuseppe, tuttavia, al pari degli altri familiari, non ha seguito il lavoro del papà che ha sempre incoraggiato i figli a intraprendere professioni diverse, più sicure e tutelate. «Ricordo ancora gli applausi della gente a spettacolo terminato. Avevamo la certezza che il lavoro era stato fatto bene ed era piaciuto», conclude commosso con un pizzico di nostalgia.
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