randagi cani
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Territorio

In aumento il fenomeno del randagismo a Terlizzi

Si discute di microchip, controlli e la reimmissione dei cani sul territorio

A Terlizzi è in aumento il fenomeno del randagismo. I cani vengono accalappiati e sistemati temporaneamente nel rifugio sanitario per tutti gli accertamente sanitari e poi trasferiti nel canile convenzionato con il Comune. I più fortunati vengono adottati, i meno fortunati sembrerebbe che siano destinati a restare "in galera" a vita.

Sul tema randagismo sono già intervenuti i volontari dell'associazione A.I.D.A.A. - con referente Filomena Urbano - chiedendo al dirigente comunale del settore di attuare tutte quelle misure necessarie alla reimmissione degli animali sul territorio (così come consentito dalla legge) senza che siano costretti a vivere nello spazio ristretto di un canile.

Questa misura - spiegano gli esperti - è prevista già dalla legge regionale N. 26 del 9 Agosto 2006 e stabilisce che "i Servizi veterinari delle AUSL, servendosi di strutture proprie o regolarmente accreditate, effettuano interventi chirurgici di sterilizzazione, individuati nella ovarioistectomia per le femmine e nella orchiectomia per i maschi, sugli animali randagi presenti nel territorio. Le autorità sanitarie locali possono disporre la reimmissione sul territorio di provenienza degli animali sottoposti a preventivo intervento di sterilizzazione. Il Comune provvede a effettuare una polizza per eventuali danni" .

La reimmissione dei cani nei quartieri sarebbe anche una forma di prevenzione rispetto all'arrivo di nuovi animali inselvatichiti provenienti da altri territori che continuamente sostituiscono i cani accalappiati per poi essere essi stessi accalappiati con una notevole spesa per le casse comunali. Una polizza assicurativa annuale che copre la reimmissione di 50 cani sul territorio costa poco più di 3 mila euro. Invece oggi 50 cani ospitati nel canile costano ai terzessi quasi 25 mila euro all''anno. Il risparmio che si otterrebbe potrebbe essere utilizzato per realizzare la tanto attesa area di sgambamento per i cani (area già individuata a settembre scorso in contrada Cardellina). Così come, nel frattempo, si potrebbe procedere con il nuovo Regolamento per la tutela e il benessere degli animali di affezione e la salvaguardia delle specie.

Per Claudio Locuratolo, guardia zoofila Enpa di lungo corso «per contrastare il fenomeno del randagismo si sente sempre parlare dell'importanza del microchip, con cui i cani vengono inseriti nell'anagrafe regionale: sacrosanto, ma i controlli sono inesistenti e le sanzioni per chi contravviene ridicole. Le cinture di sicurezza, per fare un esempio, hanno iniziato a funzionare quando fioccavano le multe. Bene la prevenzione quindi, ma è inevitabile passare per una fase che inculchi l'obbligo con severità». Un suggerimento da tener conto visto che il comando di polizia municipale di Terlizzi ha in datazione un lettore microchip per cani.
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