
Vita di città
Sparatoria, parla il titolare dell'Harry's Bar: «All'improvviso non si è capito più niente»
Le impressioni e i racconti di chi ha assistito alla sparatoria
Terlizzi - giovedì 2 luglio 2015
8.42
Fastidio, rabbia, sconcerto, paura. Sono i sentimenti che animato i cittadini di Terlizzi dopo quanto accaduto in viale dei Garofani, nei pressi delle villette della scuola Don Pietro Pappagallo.
Per tutta la giornata di ieri i profili facebook si riempiono di frasi di sdegno, anche se non manca qualche battuta per sdrammatizzare. "Andate a sparare sotto le case vostre", scrive sarcasticamente Andrea. Sara invece la notte scorsa non ha riposato bene: dice di aver sognato di essere colpita dal proiettile di una pistola. Come lei, altre persone sono impaurite e terrorizzate "Sono incazzata: in villa i ragazzi passeggiano ed i bimbi vanno in giro in bici e si rincorrono! Ed io che nel mio paese mi sono sempre sentita al sicuro". E non solo lei: la tranquilla cittadina che pensavamo fosse Terlizzi si trasforma in luogo di timore e insicurezza, anche per i più piccoli. Sulla bacheca di Rosaria compare un messaggio, con tanto di disegno con su scritto ZIA TI VOGLIO BENE: "Ho sentito mia nipote piangere fino a singhiozzare dallo spavento. Lei stasera festeggiava beatamente con le sue amichette di scuola di ballo nella stessa pizzeria. Nove anni e ha tremato per quelli che nei primi attimi, la sua mente ingenua ha pensato fossero miccette. Poi il panico. Nove anni e una nuova paura."
"In effetti, ieri sera qui di fianco si teneva una riunione di una scuola di danza che festeggiava la chiusura dell'anno accademico davanti ad una pizza", ci ha raccontato il proprietario di Harry's Bar, Andrea de Sario, profondamente sotto choc, dopo una nottata passata in bianco. "Io ero al banco quando all'improvviso non si è capito più niente: gente che gridava per strada, chi correva nel locale per ripararsi. Erano tutti agitati e terrorizzati: non potevamo fare nulla per tranquillizzarli perché eravamo noi i primi a non sapere cosa stesse accadendo". Il bar in questione ha anche un'area all'aperto: "per fortuna siamo in ristrutturazione e non c'era gente seduta ai tavolini alle villette di fronte", ci ha rassicurato il gentile proprietario, che preso dal soccorrere i passanti accorsi dentro il suo locale non è riuscito a vedere neppure le vittime dell'agguato nel momento in cui sono state caricate sulle ambulanze accorse poco dopo sul posto.
Per tutta la giornata di ieri i profili facebook si riempiono di frasi di sdegno, anche se non manca qualche battuta per sdrammatizzare. "Andate a sparare sotto le case vostre", scrive sarcasticamente Andrea. Sara invece la notte scorsa non ha riposato bene: dice di aver sognato di essere colpita dal proiettile di una pistola. Come lei, altre persone sono impaurite e terrorizzate "Sono incazzata: in villa i ragazzi passeggiano ed i bimbi vanno in giro in bici e si rincorrono! Ed io che nel mio paese mi sono sempre sentita al sicuro". E non solo lei: la tranquilla cittadina che pensavamo fosse Terlizzi si trasforma in luogo di timore e insicurezza, anche per i più piccoli. Sulla bacheca di Rosaria compare un messaggio, con tanto di disegno con su scritto ZIA TI VOGLIO BENE: "Ho sentito mia nipote piangere fino a singhiozzare dallo spavento. Lei stasera festeggiava beatamente con le sue amichette di scuola di ballo nella stessa pizzeria. Nove anni e ha tremato per quelli che nei primi attimi, la sua mente ingenua ha pensato fossero miccette. Poi il panico. Nove anni e una nuova paura."
"In effetti, ieri sera qui di fianco si teneva una riunione di una scuola di danza che festeggiava la chiusura dell'anno accademico davanti ad una pizza", ci ha raccontato il proprietario di Harry's Bar, Andrea de Sario, profondamente sotto choc, dopo una nottata passata in bianco. "Io ero al banco quando all'improvviso non si è capito più niente: gente che gridava per strada, chi correva nel locale per ripararsi. Erano tutti agitati e terrorizzati: non potevamo fare nulla per tranquillizzarli perché eravamo noi i primi a non sapere cosa stesse accadendo". Il bar in questione ha anche un'area all'aperto: "per fortuna siamo in ristrutturazione e non c'era gente seduta ai tavolini alle villette di fronte", ci ha rassicurato il gentile proprietario, che preso dal soccorrere i passanti accorsi dentro il suo locale non è riuscito a vedere neppure le vittime dell'agguato nel momento in cui sono state caricate sulle ambulanze accorse poco dopo sul posto.