
Vita di città
Le foto della cerimonia di commemorazione di Giovanni Pomodoro
A Terlizzi la sorella Livia Pomodoro, già presidente del Tribunale di Milano
Terlizzi - venerdì 5 giugno 2015
14.33
Grande commozione per la cerimonia che si è tenuta stamane a Terlizzi, a memoria del Sotto Tenente Giovanni Pomodoro, terlizzese, medaglia d'argento al valore militare, eroe della II guerra mondiale, disperso nei cieli di Alessandria d'Egitto, appena ventunenne, nel corso di un'azione bellica per la quale si era offerto volontario, in sostituzione di un compagno. In un solenne silenzio, un lungo corteo composto da Autorità civili e militari, associazioni combattentistiche e d'Arma, rappresentanze delle forze politiche e delle scuole cittadine si è mosso da Palazzo di Città fino a raggiungere corso Dante, nei pressi della casa natia dell'aviatore. Qui, don Roberto De Bartolo ha officiato il rito di benedizione della targa lapidea apposta a imperitura memoria del pilota, riproponendo, nella sua preghiera, il monito lanciato da Papa Francesco solo qualche giorno fa: "Mai più la guerra!".
"E' un onore per la nostra città aver dato i natali a chi, con spirito estremo di sacrificio e dedizione ai valori del culto della Patria, ci fornisce ancora oggi un grande esempio di vita. Siate fieri di Giovanni Pomodoro", sono state le parole del Maggiore Michele De Chirico, Presidente dell'Associazione Arma Aeronautica- sezione di Terlizzi. "Una targa di marmo è un messaggio forte e chiaro- gli ha fatto seguito, nel suo intervento, il Brigadiere Generale Giuseppe Genchi della sezione regionale Puglia e Basilicata- Ci ricorda che abbiamo ancora bisogno di esempi concreti come quello di chi si è sacrificato per il senso del dovere".
Ma l'intervento più sentito, quello della sorella Livia Pomodoro, già Presidente del Tribunale di Milano e attrice di teatro: " Le guerre sono sempre terribili. A noi spetta l'arduo compito di essere testimoni di pace in tempo di guerra, come lo fu Giovanni, esempio di dedizione, solidarietà, fratellanza. La vicenda più caratteristica della sua morte è stata la gratuità del suo gesto: appena tornato da un'azione di guerra, si è offerto volontario al posto di un compagno indisposto. Io non l'ho conosciuto, ma ricordo la mia mamma ogni sera ripetere la frase 'questa sera Giovanni doveva tornare in licenza'", ha detto visibilmente commossa. Quindi, nel suo discorso carico di impegno civile, la personale riflessione su quello che ha definito 'il potere inutile della guerra': "La guerra non la dichiarano i soldati, ma i potenti. A noi 'piccoli' basta sentirci fratelli per stare in armonia col mondo, sperando che, in futuro, non ci sia più bisogno di 'eroi'. Anche per quanto mi riguarda, spero di essere ricordata esattamente come Freud si rivolse ad Einstein in una delle lunghe lettere che i due si scrivevano durante la guerra, ovvero come "amante dell'umanità" .
"Il destino di Pomodoro ci ricorda quello di un altro aviatore e grande scrittore francese, Antoine de Saint-Exupery, autore di testi meravigliosi, universali, tragici- le parole di Sindaco Ninni Gemmato, che ha continuato- 'Quando tu guarderai il cielo, la notte', scriveva l'autore francese, ' visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero'. Così, Giovanni Pomodoro, ti ricorda, fraternamente, la tua Terlizzi: pilota, eroe, compatriota di tutti noi. Onore al valore militare, onore a questo giovanissimo, caduto nel cielo del Mediterraneo e consegnato all'eternità".
"E' un onore per la nostra città aver dato i natali a chi, con spirito estremo di sacrificio e dedizione ai valori del culto della Patria, ci fornisce ancora oggi un grande esempio di vita. Siate fieri di Giovanni Pomodoro", sono state le parole del Maggiore Michele De Chirico, Presidente dell'Associazione Arma Aeronautica- sezione di Terlizzi. "Una targa di marmo è un messaggio forte e chiaro- gli ha fatto seguito, nel suo intervento, il Brigadiere Generale Giuseppe Genchi della sezione regionale Puglia e Basilicata- Ci ricorda che abbiamo ancora bisogno di esempi concreti come quello di chi si è sacrificato per il senso del dovere".
Ma l'intervento più sentito, quello della sorella Livia Pomodoro, già Presidente del Tribunale di Milano e attrice di teatro: " Le guerre sono sempre terribili. A noi spetta l'arduo compito di essere testimoni di pace in tempo di guerra, come lo fu Giovanni, esempio di dedizione, solidarietà, fratellanza. La vicenda più caratteristica della sua morte è stata la gratuità del suo gesto: appena tornato da un'azione di guerra, si è offerto volontario al posto di un compagno indisposto. Io non l'ho conosciuto, ma ricordo la mia mamma ogni sera ripetere la frase 'questa sera Giovanni doveva tornare in licenza'", ha detto visibilmente commossa. Quindi, nel suo discorso carico di impegno civile, la personale riflessione su quello che ha definito 'il potere inutile della guerra': "La guerra non la dichiarano i soldati, ma i potenti. A noi 'piccoli' basta sentirci fratelli per stare in armonia col mondo, sperando che, in futuro, non ci sia più bisogno di 'eroi'. Anche per quanto mi riguarda, spero di essere ricordata esattamente come Freud si rivolse ad Einstein in una delle lunghe lettere che i due si scrivevano durante la guerra, ovvero come "amante dell'umanità" .
"Il destino di Pomodoro ci ricorda quello di un altro aviatore e grande scrittore francese, Antoine de Saint-Exupery, autore di testi meravigliosi, universali, tragici- le parole di Sindaco Ninni Gemmato, che ha continuato- 'Quando tu guarderai il cielo, la notte', scriveva l'autore francese, ' visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero'. Così, Giovanni Pomodoro, ti ricorda, fraternamente, la tua Terlizzi: pilota, eroe, compatriota di tutti noi. Onore al valore militare, onore a questo giovanissimo, caduto nel cielo del Mediterraneo e consegnato all'eternità".