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Attualità
Lo schiaffo di Emiliano a Terlizzi: non viene in consiglio e intanto a giugno il "Sarcone" non sarà più ospedale di base
Ordine del giorno contro il silenzio della Regione approvato solo dalla maggioranza di centrodestra
Terlizzi - venerdì 9 febbraio 2018
8.34
La comunità di Terlizzi esprime tutto il proprio disappunto in relazione alla grave mancanza di chiarezza e di prospettive programmatiche sul presidio ospedaliero cosiddetto del Nordbarese e sollecita il presidente della Regione Puglia ad assicurare tanto ai cittadini, quanto alle istituzioni che li rappresentano, risposte tempestive e puntuali rispetto agli impegni già assunti con la Carta di Ruvo. Sono queste le conclusioni contenute nell'ordine del giorno approvato dalla maggioranza mercoledì 7 febbraio in consiglio comunale. Un ordine del giorno alla fine votato e approvato solo dai consiglieri di centrodestra della maggioranza. Gli esponenti del centrosinistra non hanno partecipato al voto. Assente il consigliere comunale Gaetano Minutillo, nonostante il suo partito Forza Italia a livello regionale stia conducendo una dura battaglia sulla sanità.
CHE FINE HA FATTO LA PROMESSA DI EMILIANO DI UN OSPEDALE DI PRIMO LIVELLO PER IL NORDBARESE?
Il tema è quello del diritto alla salute e delle strutture sanitarie in un territorio ampio qual è il nord barese. L'ultimo piano di riordino ospedaliero dispone per l'ospedale «Michele Sarcone» di Terlizzi la riconversione entro il 30 giugno 2018 in un Presidio di Post-Acuzie. Questo significa che entro giugno il "Sarcone" non sarà più un ospedale di base. Che fine hanno fatto le promesse del presidente della Regione Puglia? Sono passati ben quindici mesi dalla sottoscrizione della Carta di Ruvo a ottobre del 2016, quando davanti a centinaia di operatori sanitari e rappresentanti delle istituzioni locali, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano assunse impegni precisi per l'istituzione di un polo ospedaliero di primo livello cosiddetto del Nordbarese a servizio delle popolazioni di Terlizzi, Molfetta, Giovinazzo, Ruvo e Corato. «Ad oggi non è stato dato alcun seguito concreto agli impegni assunti con la Carta di Ruvo» si rileva nell'ordine del documento approvato in consiglio comunale. Quel che è certo è che in un territorio che conta quasi 170 mila abitanti allo stato attuale non esiste una Rianimazione, così come non c'è una Unità di terapia intensiva coronarica a meno di mezz'ora di auto, per non parlare di altri servizi essenziali che possono valere la vita di una persona.
LO SCHIAFFO DI EMILIANO A TERLIZZI: NON SI PRESENTA IN CONSIGLIO COMUNALE
Il sindaco Ninni Gemmato e il presidente del Consiglio comunale Mario Ruggiero oltre due mesi fa avevano presentato istanza al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (oltre che al direttore del Dipartimento regionale Promozione della Salute Giancarlo Riuscitti e al direttore dell'Asl Bari Vito Montanaro) un invito formale affinché potesse intervenire in un consiglio comunale monotematico dedicato alle strutture sanitarie presenti nel nord barese. Nonostante alcuni solleciti in via informale, da allora non c'è stato alcun tipo di riscontro: «A fronte di un argomento così delicato - afferma Gemmato - il presidente della Regione avrebbe potuto anche semplicemente rispondere con un "no" o spiegando di essere momentaneamente impossibilitato. Ci sono argomenti per i quali la peggiore risposta è una non risposta».
L'OPPOSIZIONE: "NON DITE CHE SIAMO CONTRO L'OSPEDALE, VOGLIAMO SOLO CHE L'ORDINE DEL GIORNO SIA CONDIVISO E SCRITTO INSIEME"
A nulla sono serviti gli appelli da parte dell'opposizione a stilare insieme un ordine del giorno condiviso. Giampaolo Sigrisi (Città Civile) più volte è intervenuto in discussione, in aula, per chiedere ai colleghi della maggioranza anche solo qualche giorno di riflessione non foss'altro che per leggere le carte. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Partito Democratico che contestato il metodo dell'approvazione: «Non potete venire in aula presentarci un ordine del giorno e chiederci di votarlo, finora avevamo diversamente». Questo ordine del giorno, ha aggiunto Michelangelo De Chirico, contiene informazioni che andrebbero verificate nel merito.
Questa volta però la maggioranza si è mostrata decisa a votare un provvedimento che, ha spiegato il sindaco Ninni Gemmato, non contiene posizioni di partito, piuttosto «una presa di posizione garbata e decisa da parte di tutta la comunità. Molfetta lo ha già fatto mesi fa, non capisco chi e che cosa c'è da aspettare ancora»,
«Il depotenziamento dell'ospedale di Terlizzi non è cosa di qualche giorno, va avanti già diversi anni» ha fatto notare il consigliere comunale Francesco Barione. «All'ospedale Sarcone di Terlizzi se qualcuno arrivasse dopo le 20 con un dolore toracico si vedrebbe gli esami dell'elettrocardiogramma refertati via fax a Molfetta»
Alla fine i consiglieri dell'opposizione presenti in aula non hanno partecipato al voto.
CHE FINE HA FATTO LA PROMESSA DI EMILIANO DI UN OSPEDALE DI PRIMO LIVELLO PER IL NORDBARESE?
Il tema è quello del diritto alla salute e delle strutture sanitarie in un territorio ampio qual è il nord barese. L'ultimo piano di riordino ospedaliero dispone per l'ospedale «Michele Sarcone» di Terlizzi la riconversione entro il 30 giugno 2018 in un Presidio di Post-Acuzie. Questo significa che entro giugno il "Sarcone" non sarà più un ospedale di base. Che fine hanno fatto le promesse del presidente della Regione Puglia? Sono passati ben quindici mesi dalla sottoscrizione della Carta di Ruvo a ottobre del 2016, quando davanti a centinaia di operatori sanitari e rappresentanti delle istituzioni locali, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano assunse impegni precisi per l'istituzione di un polo ospedaliero di primo livello cosiddetto del Nordbarese a servizio delle popolazioni di Terlizzi, Molfetta, Giovinazzo, Ruvo e Corato. «Ad oggi non è stato dato alcun seguito concreto agli impegni assunti con la Carta di Ruvo» si rileva nell'ordine del documento approvato in consiglio comunale. Quel che è certo è che in un territorio che conta quasi 170 mila abitanti allo stato attuale non esiste una Rianimazione, così come non c'è una Unità di terapia intensiva coronarica a meno di mezz'ora di auto, per non parlare di altri servizi essenziali che possono valere la vita di una persona.
LO SCHIAFFO DI EMILIANO A TERLIZZI: NON SI PRESENTA IN CONSIGLIO COMUNALE
Il sindaco Ninni Gemmato e il presidente del Consiglio comunale Mario Ruggiero oltre due mesi fa avevano presentato istanza al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (oltre che al direttore del Dipartimento regionale Promozione della Salute Giancarlo Riuscitti e al direttore dell'Asl Bari Vito Montanaro) un invito formale affinché potesse intervenire in un consiglio comunale monotematico dedicato alle strutture sanitarie presenti nel nord barese. Nonostante alcuni solleciti in via informale, da allora non c'è stato alcun tipo di riscontro: «A fronte di un argomento così delicato - afferma Gemmato - il presidente della Regione avrebbe potuto anche semplicemente rispondere con un "no" o spiegando di essere momentaneamente impossibilitato. Ci sono argomenti per i quali la peggiore risposta è una non risposta».
L'OPPOSIZIONE: "NON DITE CHE SIAMO CONTRO L'OSPEDALE, VOGLIAMO SOLO CHE L'ORDINE DEL GIORNO SIA CONDIVISO E SCRITTO INSIEME"
A nulla sono serviti gli appelli da parte dell'opposizione a stilare insieme un ordine del giorno condiviso. Giampaolo Sigrisi (Città Civile) più volte è intervenuto in discussione, in aula, per chiedere ai colleghi della maggioranza anche solo qualche giorno di riflessione non foss'altro che per leggere le carte. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Partito Democratico che contestato il metodo dell'approvazione: «Non potete venire in aula presentarci un ordine del giorno e chiederci di votarlo, finora avevamo diversamente». Questo ordine del giorno, ha aggiunto Michelangelo De Chirico, contiene informazioni che andrebbero verificate nel merito.
Questa volta però la maggioranza si è mostrata decisa a votare un provvedimento che, ha spiegato il sindaco Ninni Gemmato, non contiene posizioni di partito, piuttosto «una presa di posizione garbata e decisa da parte di tutta la comunità. Molfetta lo ha già fatto mesi fa, non capisco chi e che cosa c'è da aspettare ancora»,
«Il depotenziamento dell'ospedale di Terlizzi non è cosa di qualche giorno, va avanti già diversi anni» ha fatto notare il consigliere comunale Francesco Barione. «All'ospedale Sarcone di Terlizzi se qualcuno arrivasse dopo le 20 con un dolore toracico si vedrebbe gli esami dell'elettrocardiogramma refertati via fax a Molfetta»
Alla fine i consiglieri dell'opposizione presenti in aula non hanno partecipato al voto.