
Attualità
PD: Salviamo il De Gemmis, ma no alla fusione con il Classico
Il Pd Terlizzi propone partnership con l'Università
Terlizzi - mercoledì 13 dicembre 2017
17.50
Sì alla rilancio dell'istituto "De Gemmis", no alla fusione con il polo liceale. Il Partito Democratico di Terlizzi prende posizione rispetto al tema dello storico istituto agrario terlizzese con i suoi tre indirizzi: agrario, moda ed elettrico. L'argomento per la verità è stato già affrontato in uno degli ultimi consigli comunali. In quell'occasione il sindaco Ninni Gemmato aveva portato nel dibattito il problema della drastica riduzione delle iscrizioni e della dirigenza trasferita qualche anno fa a Bitonto. Forse due facce della stessa medaglia. Su queste premesse l'amministrazione comunale ha già votato un indirizzo politico che suggerisce la fusione con il polo liceale terlizzese come espediente - è vero un po' forzato, ma probabilmente inevitabile - per riportare a Terlizzi la gestione della scuola.
Solo riportando la direzione a Terlizzi, è la tesi dell'amministrazione comunale, si riuscirebbe a impostare un programma di sinergie con il mercato all'ingrosso dei fiori, con le aziende florivivaistiche del posto e con la facoltà di Agraria dell'Università di Bari.
D'accordo su tutto il Partito Democratico, tranne su una cosa: no alla fusione con il Polo liceale terlizzese. Una posizione, questa, che ha le sue ragioni, che è fatta di buone intenzioni, che appare persino più naturale, ma che tuttavia al netto della contrapposizione politica rischia di lasciare irrisolto il problema. A ben vedere, infatti, l'impostazione del Partito Democratico dice poco su come concretamente riportare la direzione scolastica a Terlizzi per innescare le giuste sinergie con il territorio. Il Pd dice: «L'Istituto Professionale 'De Gemmis' è una risorsa importantissima per la nostra cittadina. Per il suo rilancio servono azioni incisive quali: collaborazioni e progetti che lo leghino alla Facoltà di Agraria dell'Universita' di Bari e organizzazione di convegni e manifestazioni promozionali (promosse dagli assessorati di pubblica istruzione e attività produttive) per far sì che l'Istituto si inserisca in un territorio del barese e del nord barese più ampio, richiamando iscrizioni. Si lavori e si creino i presupposti affinché l'Istituto 'De Gemmis' possa trovare collocazione nel distretto florovivaistico della Regione Puglia, con idee e progetti che solo i ragazzi sono capaci di dare. Apriamo l'Istituto al territorio, facciamo conoscere le sue potenzialità nell'intera area della città metropolitana di Bari».
Tutto molto condivisibile, peraltro tutto già detto in consiglio comunale. Il punto vero è come riuscire nei fatti ad innescare tutto questo.
Posto che alla politica tocca il compito di creare opportunità sul territorio e mettere le istituzioni in condizioni di dialogare tra loro, un interrogativo resta insoluto: ce la può fare, un istituto che oggi è una mera succursale di un polo didattico ben più vasto, e con un peso specifico ben ridotto, ce l'ha il "De Gemmis", in queste condizioni, la forza e la voglia per mettere in pratica le buone intenzioni elencate dal Pd?
Solo riportando la direzione a Terlizzi, è la tesi dell'amministrazione comunale, si riuscirebbe a impostare un programma di sinergie con il mercato all'ingrosso dei fiori, con le aziende florivivaistiche del posto e con la facoltà di Agraria dell'Università di Bari.
D'accordo su tutto il Partito Democratico, tranne su una cosa: no alla fusione con il Polo liceale terlizzese. Una posizione, questa, che ha le sue ragioni, che è fatta di buone intenzioni, che appare persino più naturale, ma che tuttavia al netto della contrapposizione politica rischia di lasciare irrisolto il problema. A ben vedere, infatti, l'impostazione del Partito Democratico dice poco su come concretamente riportare la direzione scolastica a Terlizzi per innescare le giuste sinergie con il territorio. Il Pd dice: «L'Istituto Professionale 'De Gemmis' è una risorsa importantissima per la nostra cittadina. Per il suo rilancio servono azioni incisive quali: collaborazioni e progetti che lo leghino alla Facoltà di Agraria dell'Universita' di Bari e organizzazione di convegni e manifestazioni promozionali (promosse dagli assessorati di pubblica istruzione e attività produttive) per far sì che l'Istituto si inserisca in un territorio del barese e del nord barese più ampio, richiamando iscrizioni. Si lavori e si creino i presupposti affinché l'Istituto 'De Gemmis' possa trovare collocazione nel distretto florovivaistico della Regione Puglia, con idee e progetti che solo i ragazzi sono capaci di dare. Apriamo l'Istituto al territorio, facciamo conoscere le sue potenzialità nell'intera area della città metropolitana di Bari».
Tutto molto condivisibile, peraltro tutto già detto in consiglio comunale. Il punto vero è come riuscire nei fatti ad innescare tutto questo.
Posto che alla politica tocca il compito di creare opportunità sul territorio e mettere le istituzioni in condizioni di dialogare tra loro, un interrogativo resta insoluto: ce la può fare, un istituto che oggi è una mera succursale di un polo didattico ben più vasto, e con un peso specifico ben ridotto, ce l'ha il "De Gemmis", in queste condizioni, la forza e la voglia per mettere in pratica le buone intenzioni elencate dal Pd?