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Attualità
Sanguinamento gengivale: quando è il caso di andare dal dentista?
Approfondimento sulla salute orale
Terlizzi - giovedì 21 marzo 2024
15.03
Il colore delle gengive e, in generale, il loro benessere sono dettagli da tenere sempre sotto controllo se si punta, comprensibilmente, ad avere una bocca in salute. Ci sono segnali che non vanno assolutamente trascurati e tra questi spicca il sanguinamento delle gengive stesse.
Il sanguinamento gengivale, se persistente, può essere un segnale di allarme indicativo di una lesione locale ma anche di condizioni più serie. Spesso è associato a problemi gengivali come la parodontite, una malattia infiammatoria che coinvolge i tessuti di sostegno dei denti a cui il sito excellencedentalnetwork.com dedica un contenuto informativo completo, ma può anche essere sintomo di stati infettivi più generalizzati. Pertanto, è consigliabile non sottovalutare questa condizione e, se persiste nel tempo, è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di base o al dentista per un consulto approfondito.
Qualora si dovesse riscontrare un sanguinamento, anche blando, a seguito dell'utilizzo dello spazzolino, è bene rivolgersi tempestivamente al proprio dentista di fiducia.
Il professionista in questione, a seconda della situazione di partenza del paziente, decide se utilizzare o meno uno strumento fondamentale nel suo lavoro, ossia la sonda parodontale.
Quest'ultima, unita al risultato delle radiografie, permette di effettuare, con un ampio margine di certezza, una diagnosi di parodontite. Questa patologia va trattata in maniera tempestiva. Tra le sue conseguenze, infatti, è possibile citare la perdita dei denti, evenienza causata dalla perdita del loro tessuto di supporto.
A tal proposito, è bene ricordare pure il fatto che, nei fumatori, le gengive tendono a sanguinare meno. Si tratta di un effetto della nicotina che non deve portare il paziente a pensare che le perdite ematiche possano essere trascurate e nemmeno lo specialista a valutare come sotto controllo lo stato infiammatorio.
Il rischio, così facendo, è di arrivare alla diagnosi di parodontite quando la malattia è già in stato avanzato
Un ulteriore aspetto da approfondire è legato all'esistenza di alcune condizioni che possono portare le gengive a sanguinare a seguito di sollecitazioni blande.
In questo novero è possibile includere lo stress psicofisico, ma anche la gravidanza, l'assunzione di farmaci come la pillola anticoncezionale, l'inizio della pubertà.
In tali frangenti, per riportare alla normalità la situazione è spesso sufficiente procedere alla rimozione della placca tramite un uso adeguato dello spazzolino.
Rivolgendosi al dentista a seguito di un sanguinamento delle gengive è possibile scoprire anche condizioni meno gravi rispetto alla parodontite, ma comunque degne di attenzione.
Tra queste, è possibile includere le carenze vitaminiche, soprattutto della C e della K. Nei casi in cui il loro apporto non è sufficiente, si può avere a che fare con un indebolimento dei tessuti e, di conseguenza, con l'insorgenza di episodi di sanguinamento.
In queste circostanze, è opportuno approfondire la situazione con esami del sangue per accertare effettivamente le carenze e rivolgersi a un nutrizionista per mettere a punto un piano alimentare bilanciato.
Concludiamo parlando dell'importanza della prevenzione, l'arma più efficace che abbiamo in mano contro il sanguinamento gengivale. Essenziale per fare davvero la differenza è spazzolare i denti per almeno tre minuti, partendo dalla gengiva per arrivare alla superficie masticante.
Oltre allo spazzolino, vanno utilizzati tutti i giorni anche il filo interdentale e lo scovolino. Decisive sono anche le visite regolari dal dentista (al di là del sanguinamento gengivale, è opportuno fissare almeno un appuntamento all'anno).
Basilare è infine smettere di fumare e dire addio a un'abitudine che, oltre a fare male in generale alla salute, rappresenta un fattore confondente per la diagnosi di una patologia grave come la parodontite.
SPECIALE
Il sanguinamento gengivale, se persistente, può essere un segnale di allarme indicativo di una lesione locale ma anche di condizioni più serie. Spesso è associato a problemi gengivali come la parodontite, una malattia infiammatoria che coinvolge i tessuti di sostegno dei denti a cui il sito excellencedentalnetwork.com dedica un contenuto informativo completo, ma può anche essere sintomo di stati infettivi più generalizzati. Pertanto, è consigliabile non sottovalutare questa condizione e, se persiste nel tempo, è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di base o al dentista per un consulto approfondito.
Qualora si dovesse riscontrare un sanguinamento, anche blando, a seguito dell'utilizzo dello spazzolino, è bene rivolgersi tempestivamente al proprio dentista di fiducia.
Il professionista in questione, a seconda della situazione di partenza del paziente, decide se utilizzare o meno uno strumento fondamentale nel suo lavoro, ossia la sonda parodontale.
Quest'ultima, unita al risultato delle radiografie, permette di effettuare, con un ampio margine di certezza, una diagnosi di parodontite. Questa patologia va trattata in maniera tempestiva. Tra le sue conseguenze, infatti, è possibile citare la perdita dei denti, evenienza causata dalla perdita del loro tessuto di supporto.
Sanguinamento gengivale: altre informazioni sul trattamento dentistico
Può capitare che, a seguito dell'indagine con la sonda parodontale, il paziente vada incontro a un ulteriore sanguinamento. Si tratta di un segnale di infiammazione particolarmente forte.A tal proposito, è bene ricordare pure il fatto che, nei fumatori, le gengive tendono a sanguinare meno. Si tratta di un effetto della nicotina che non deve portare il paziente a pensare che le perdite ematiche possano essere trascurate e nemmeno lo specialista a valutare come sotto controllo lo stato infiammatorio.
Il rischio, così facendo, è di arrivare alla diagnosi di parodontite quando la malattia è già in stato avanzato
Un ulteriore aspetto da approfondire è legato all'esistenza di alcune condizioni che possono portare le gengive a sanguinare a seguito di sollecitazioni blande.
In questo novero è possibile includere lo stress psicofisico, ma anche la gravidanza, l'assunzione di farmaci come la pillola anticoncezionale, l'inizio della pubertà.
In tali frangenti, per riportare alla normalità la situazione è spesso sufficiente procedere alla rimozione della placca tramite un uso adeguato dello spazzolino.
Rivolgendosi al dentista a seguito di un sanguinamento delle gengive è possibile scoprire anche condizioni meno gravi rispetto alla parodontite, ma comunque degne di attenzione.
Tra queste, è possibile includere le carenze vitaminiche, soprattutto della C e della K. Nei casi in cui il loro apporto non è sufficiente, si può avere a che fare con un indebolimento dei tessuti e, di conseguenza, con l'insorgenza di episodi di sanguinamento.
In queste circostanze, è opportuno approfondire la situazione con esami del sangue per accertare effettivamente le carenze e rivolgersi a un nutrizionista per mettere a punto un piano alimentare bilanciato.
Concludiamo parlando dell'importanza della prevenzione, l'arma più efficace che abbiamo in mano contro il sanguinamento gengivale. Essenziale per fare davvero la differenza è spazzolare i denti per almeno tre minuti, partendo dalla gengiva per arrivare alla superficie masticante.
Oltre allo spazzolino, vanno utilizzati tutti i giorni anche il filo interdentale e lo scovolino. Decisive sono anche le visite regolari dal dentista (al di là del sanguinamento gengivale, è opportuno fissare almeno un appuntamento all'anno).
Basilare è infine smettere di fumare e dire addio a un'abitudine che, oltre a fare male in generale alla salute, rappresenta un fattore confondente per la diagnosi di una patologia grave come la parodontite.
SPECIALE