
Vita di città
Sul palco dell'associazione Melkweg 'Ghetto Italia'
Il commento alla serata degli alunni del Classico 'C.Sylos'
Terlizzi - giovedì 21 gennaio 2016
15.54
Il piccolo palco dell'associazione Melkweg (in Vico III° Corso Dante) nella serata del 20 gennaio ha ospitato i due autori del libro "Ghetto Italia" edito da Fandango, Yvan Sagnet e Leonardo Palmisano. Forte la denuncia della rigida gerarchia seguita all'interno dei ghetti, nella quale si intrecciano dinamiche di potere e di sfruttamento disumano. A presentare la serata la professoressa Maria Pansini e il moderatore Giovanni Rubini.
Gli studenti del Liceo Classico "C. Sylos" hanno partecipato numerosi all'iniziativa. Di seguito, un commento inviato alla nostra redazione dalle allunne di quinto Clara de Chirico e Giulia de Palma. Tanti sono stati i temi affrontati durante il dibattito e tanti gli spunti di riflessione da approfondire. I due ospiti hanno fornito, fiduciosi, suggerimenti per cercare di contenere e poi risolvere questo dilagante fenomeno di ghettizzazione e alienazione dei lavoratori, sia attuando dei miglioramenti innovativi nel sistema agricolo nazionale (per esempio aggiungendo alla fase della raccolta e della vendita la trasformazione dei prodotti), sia perfezionando le leggi già esistenti e inasprendo le pene previste. Determinante, tuttavia, è il peso della cultura e della responsabilizzazione non solo di chi è direttamente coinvolto nello sfruttamento, ma dell'intera popolazione civile. Per dirla con le parole di Sagnet "Occorre unità e coscienza"
Gli studenti del Liceo Classico "C. Sylos" hanno partecipato numerosi all'iniziativa. Di seguito, un commento inviato alla nostra redazione dalle allunne di quinto Clara de Chirico e Giulia de Palma. Tanti sono stati i temi affrontati durante il dibattito e tanti gli spunti di riflessione da approfondire. I due ospiti hanno fornito, fiduciosi, suggerimenti per cercare di contenere e poi risolvere questo dilagante fenomeno di ghettizzazione e alienazione dei lavoratori, sia attuando dei miglioramenti innovativi nel sistema agricolo nazionale (per esempio aggiungendo alla fase della raccolta e della vendita la trasformazione dei prodotti), sia perfezionando le leggi già esistenti e inasprendo le pene previste. Determinante, tuttavia, è il peso della cultura e della responsabilizzazione non solo di chi è direttamente coinvolto nello sfruttamento, ma dell'intera popolazione civile. Per dirla con le parole di Sagnet "Occorre unità e coscienza"