Festeggiamenti Sant'Antonio da Padova. <span>Foto Cosma Cacciapaglia</span>
Festeggiamenti Sant'Antonio da Padova. Foto Cosma Cacciapaglia
Vita di città

Terlizzi celebra Sant'Antonio di Padova

La distribuzione della pagnotta sul sagrato della chiesa San Gioacchino

Ieri mattina, 13 giugno, come da tradizione, sono cominciati i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio di Padova con la messa delle 08:00, presieduta dal Vescovo, Sua Eccellenza Mons. Domenico Cornacchia, che ha benedetto il pane, che consuetudine vuole che il capofamiglia spezzi a tavola per il pranzo, dopo aver rivolto con la sua famiglia una preghiera al Santo portoghese.

La pagnotta consacrata dalla forma a nodo è stata distribuita dai volontari dinnanzi alla chiesa di San Gioacchino con lo sfondo della Bassa musica "Città di Terlizzi". Sotto questo articolo troverete la spiegazione agiografica di questo antico rito.

Toccanti le parole di don Michele Stagapede, che durante la distribuzione del pane ha invitato i fedeli a condividerlo, «perchè il pane è fatto per essere spezzato e condiviso insieme agli altri». Non a caso fuori della chiesa campeggiava la gigantografia con le parole di don Tonino Bello "Signore, dà pane a chi ha fame e dà fame a chi ha pane!".

I festeggiamenti sono terminati in serata con la Sagra delle frittelle e tanta musica sul sagrato della chiesa San Gioacchino. In concomitanza con i festeggiamenti di Sant'Antonio, la tradizione vuole che a Terlizzi inizi la raccolta dei fioroni, primizia di questo periodo così dolce dell'anno.
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La tradizione di benedire il pane in onore di Sant'Antonio e di distribuirlo poi in cambio di libere offerte da devolvere alle opere caritative affonda la propria origine in un evento miracoloso attribuito al Santo e narrato dalla Rigaldina:

Un bimbo di venti mesi, di nome Tomasino, i cui genitori avevano l'abitazione vicino alla chiesa del beato Antonio, in Padova, fu lasciato incautamente da sua madre accanto a un recipiente pieno d'acqua. Allorché quella donna fece ritorno a casa, vedendo emergere i piedi del bambino da quel mastello, vi si precipitò, e vide che la testa del figlio stava all'ingiù, nel fondo del recipiente, mentre i piedi si levavano sopra. Urlando trasse fuori il piccino, ormai rigido e morto. Piangendo e lamentandosi ad alta voce, mise sossopra tutto il vicinato. Numerose persone accorsero sul posto, compresi alcuni frati in compagnia degli operai che lavoravano a certe riparazioni nella chiesa di Sant'Antonio. Avendo constatato che il piccolo era sicuramente morto, ebbero compassione della sofferenza e delle lacrime della madre. Costei però, ricorrendo alla intercessione del beato Antonio, si mise ad implorarne l'aiuto; e fece voto di distribuire ai poveri la quantità di grano corrispondente al peso del bimbo, se il Beato Antonio lo avesse risuscitato. Passato un po' di tempo, il bambino risorse e fu ridato vivo a sua madre.
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